Il primo trattamento estivo con acido formico o ossalico è stato completato. In alcune regioni, dopo il trattamento, è comparso un raccolto tardivo. Se l’apporto di nettare è abbondante, gli apicoltori si ritrovano costretti a rimettere i melari per evitare di intasare i favi da nido. Questo miele, per disposizione di legge, non può essere né venduto né regalato, poiché il trattamento effettuato in precedenza può lasciare residui nel miele e, eventualmente, alterarne il gusto.
Il miele o i favi di miele provenienti da colonie precedentemente trattate possono essere utilizzati nei seguenti modi:
- Come favi o alimento per colonie con scarsità di cibo, nella primavera successiva o come nutrimento tra due flussi nettariferi.
- Lavorati in candito per la propria apicoltura (ad esempio per l’alimentazione da gennaio a marzo o come nutrimento tra due flussi nettariferi).
Se in un apiario, ad agosto e/o all’inizio di settembre, si verifica ripetutamente un raccolto importante, si consiglia, come primo trattamento estivo, il metodo del telaino trappola. Poiché in questo metodo non vengono impiegati medicamenti veterinari, è possibile effettuare un raccolto di miele tardivo. Tuttavia, l’inizio del secondo trattamento estivo con acido formico deve avvenire al più tardi a metà settembre.
Prima dell’invernamento è importante verificare che le colonie non svernino esclusivamente su un raccolto di miele tardivo. In caso di presenza di molto miele scuro o di edera cristallizzato, per evitare diarrea è consigliabile sostituirne una parte con un alimento liquido più digeribile (sciroppo o acqua zuccherata). Se il nido è troppo pieno di miele, è possibile rimuovere alcuni favi dal nido e sostituirli con favi vuoti, in modo da creare spazio per la covata e per il nutrimento liquido.
Prontuari SSA:
1.1. Concetto varroa
1.6.2. Metodo del telaino trappola
4.2. Nutrimento